La sfida
Lo stadio di Napoli — allora San Paolo, oggi Diego Armando Maradona — doveva dotarsi di due maxischermi LED, circa 170 m² complessivi, uno per curva. In fase di collaudo, però, l’impianto non superava le verifiche sulla qualità dell’energia: le armoniche di corrente e un fattore di potenza basso (~0,5) ne impedivano la messa in esercizio.
Serviva chi, oltre a installare, avesse gli strumenti per misurare e correggere — non per dichiarare, ma per dimostrare.
Il nostro intervento
Siamo stati chiamati a portare l’impianto a norma. Con i nostri strumenti di laboratorio — termocamera FLIR e power analyzer — abbiamo diagnosticato il problema sull’elettrica e ottimizzato l’intero sistema.
Due ledwall: P10 su una curva, P8 sull’altra. Abbiamo corretto il fattore di potenza da 0,5 a 0,97, abbattendo le armoniche e stabilizzando l’assorbimento — il tutto integrando il nostro lavoro con l’impianto già in cantiere.
Il risultato
Collaudo superato. Efficienza aumentata del 40%: i consumi sono scesi da ~140 kW/h a circa 80 kW/h. Tutto in 20-25 giorni di lavoro, su uno degli stadi più iconici d’Italia.
“Un ledwall non basta installarlo: va misurato. È lì che si vede chi ha gli strumenti — e chi no.”
Lo Stadio Maradona è, per noi, la prova più chiara di cosa intendiamo per luxury engineering: non il prodotto più costoso, ma il metodo che fa funzionare davvero un impianto. Misurato, certificato, sotto controllo.

