esistono alimentatori che durano dieci anni con un rendimento del cinquanta per cento. sono affidabili: non si rompono. semplicemente, per ogni watt che consegnano allo schermo ne prendono due dalla rete — e l'altro lo trasformano in calore dentro il cabinet. si risparmia all'acquisto, e si paga in corrente ogni giorno per dieci anni.
il conto, per esteso
prendiamo un impianto che assorbe 3 kW utili e resta acceso dodici ore al giorno — un'affissione pubblicitaria tipica. confrontiamo due alimentatori: uno con rendimento 88%, uno con rendimento 50%.
quasi quattromila euro l'anno di sola energia, a parità di luce sullo schermo. più di quanto costi l'alimentatore stesso, e non una volta: ogni anno, per tutta la vita dell'impianto. il risparmio iniziale si consuma nei primi mesi, e da lì in poi si paga soltanto.
il fattore di potenza: dove si esagera in entrambe le direzioni
il secondo numero è il fattore di potenza (PF), e su questo circolano due affermazioni opposte, entrambe sbagliate.
«un PF basso raddoppia la bolletta» — falso. il fattore di potenza non cambia i kWh attivi, che sono quelli fatturati sull'energia consumata.
«il PF non conta» — altrettanto falso. quello che cambia è la corrente che passa nei cavi a parità di potenza utile: con un PF di 0,5 la stessa potenza viaggia con il doppio della corrente. significa cavi di sezione maggiore, più perdite in linea, più calore nelle canaline — e, su un contratto business, il rischio concreto di penali per l'energia reattiva, che compaiono in fattura come voce separata.
perché la marca non basta: sono dati della SERIE
questo è il punto che rende inutili quasi tutte le offerte che si leggono. «alimentatore MeanWell» non è un'informazione: ogni costruttore di alimentatori, anche il più noto, ha serie eccellenti e serie economiche. la stessa marca copre rendimenti che vanno dall'ottimo allo scadente, e la differenza fra le sue serie è più grande della differenza fra un marchio e l'altro.
le tre domande da fare, e come si leggono le risposte
- marca e serie, non solo il marchio. la risposta accettabile è marchio + serie + datasheet allegato.
- rendimento al carico reale dell'impianto, non al 100% del carico. gli alimentatori hanno la curva di rendimento migliore intorno al 50-75% del carico nominale: un dato preso al punto giusto della curva vale, uno preso al punto migliore per il venditore no.
- fattore di potenza nelle stesse condizioni.
se le risposte non arrivano, l'informazione c'è lo stesso: significa che chi propone l'impianto non sa quale serie sta montando, e allora non può nemmeno garantirne il comportamento. non è una colpa grave — è la ragione per cui, sul primo lotto di un fornitore nuovo, l'assorbimento reale lo misuriamo noi al ricevimento, a contenuto noto, e lo confrontiamo con quello che era stato dichiarato all'ordine.
dove sta questa scelta, nell'ordine delle cose
l'alimentatore è il quinto dei sei anelli di un ledwall: prima vengono il chip LED, il driver, il circuito stampato e i cablaggi; dopo, soltanto, il passo e la luminanza. la catena completa è in il passo è l'ultima cosa che si sceglie.
ed è l'anello dove risparmiare costa di più: sugli altri cinque un componente scadente si paga in affidabilità, qui si paga in bolletta — con una fattura che arriva ogni due mesi e che nessuno collega più, dopo un anno, alla scelta fatta in fase di acquisto.