Indoor
Negozi, ingressi, sale riunioni, studi. Passi fini (da P0.9 a P4), luminosità moderata, priorità al colore e al comfort visivo.
Vedi le serie indoor →Un ledwall è uno schermo composto da moduli LED affiancati, dove ogni pixel emette luce propria: non c'è retroilluminazione e non c'è un vetro da attraversare. È questo che gli permette di restare leggibile sotto il sole, di prendere qualunque forma e qualunque misura — e che lo rende una cosa diversa da un televisore, anche quando gli somiglia.
Questa pagina mette in fila le poche cose che decidono davvero la scelta. La scriviamo da dentro: importiamo, collaudiamo, installiamo e ripariamo ledwall dal 2008.
La differenza non è la dimensione, è il modo in cui nasce l'immagine. In un televisore un pannello retroilluminato viene filtrato per ottenere i colori; in un ledwall ogni singolo punto è un LED che si accende per conto suo. Da qui discendono le conseguenze pratiche: si vede in pieno giorno, si compone della misura che serve, si ripara a pezzi invece che a schermo intero — e consuma in proporzione a quanto è chiara l'immagine, non a quanto è grande lo schermo.
Fisicamente è una catena corta: i moduli LED si montano su un cabinet, dietro ogni cabinet c'è una receiving card che riceve i dati, e a monte un processore prende il segnale video e lo distribuisce. Il pannello è ciò che si guarda; l'affidabilità sta quasi tutta nel resto.
Sinonimi che sentirà usare: led wall, maxischermo, schermo a LED, parete LED, videowall LED. Indicano la stessa cosa. «Videowall» però a volte significa una griglia di televisori affiancati, che ha cornici visibili fra un pannello e l'altro: un ledwall no, l'immagine è continua.
Il pixel pitch è la distanza in millimetri fra il centro di un LED e il successivo: P2.5 vuol dire 2,5 mm. Più è piccolo, più l'immagine regge da vicino — e più costa, perché i LED al metro quadro aumentano col quadrato. La regola pratica del settore, che vale come primo orientamento e non come norma: 1 mm di passo ≈ 1 metro di distanza minima di visione. Un P4 si guarda bene da quattro metri; da uno si vedono i punti.
Da qui l'errore che costa di più: comprare un passo troppo fine per la distanza a cui la gente guarderà davvero. Su una facciata vista dalla strada un P10 fa lo stesso lavoro di un P4 e costa una frazione. Il passo si sceglie misurando dove sta chi guarda, non a listino.
I nit (candele al metro quadro) misurano quanta luce emette lo schermo. Un indoor sta fra 800 e 1.500 nit; per una vetrina che prende sole servono 3.000 nit o più; una facciata esterna esposta parte da 5.000. Il numero da solo però inganna: quello che conta è il rapporto fra la luce dello schermo e la luce che gli batte addosso.
È il criterio con cui classifichiamo ogni serie a catalogo, ed è l'unico che risponde alla domanda vera: si vedrà, lì dove lo metto? Si misura in lux di luce ambientale sopportati mantenendo un'immagine leggibile e i colori giusti.
| Serie | Tenuta alla luce | Garanzia | Dove ha senso |
|---|---|---|---|
| Diamond | 140.000 lux | 8 anni | facciate in pieno sole, virtual production |
| Platinum | 120.000 lux | 5 anni | outdoor esposto, retail di rappresentanza |
| Gold | 80.000 lux | 5 anni | vetrine soleggiate, showroom |
| Silver | 60.000 lux | 3 anni | interni molto luminosi, ingressi |
| Bronze | 40.000 lux | 2 anni | interni con luce controllata |
| Essential | 20.000 lux | 12 mesi | interni, uso serale, budget stretto |
Valori indicativi per configurazioni tipiche. La differenza fra una riga e l'altra sta in componenti che non si vedono — filo del chip, selezione del die, alimentazione, dissipazione — e si manifesta solo quando la luce è forte. Di sera sembrano tutti uguali: è il motivo per cui i confronti si fanno di giorno. Come funziona la classificazione →
Negozi, ingressi, sale riunioni, studi. Passi fini (da P0.9 a P4), luminosità moderata, priorità al colore e al comfort visivo.
Vedi le serie indoor →Facciate, insegne, impianti pubblicitari. Tenuta stagna, 5.000 nit e oltre, dissipazione dimensionata per l'estate. Qui il passo largo è un pregio, non un risparmio.
Cosa cambia fuori →Griglie di LED su supporto trasparente: si vede l'immagine da fuori e si continua a vedere l'interno da dentro. La vetrina resta una vetrina e diventa uno schermo.
Vedi le soluzioni per vetrina →Cabinet che si agganciano ad angolo o su raggio: colonne, archi, angoli di edificio, forme che nessun pannello piatto può fare. La misura la decide lo spazio.
Ci racconti la forma →Formato ritratto, autoportante, spesso in doppia faccia. Per centri commerciali, hall, punti informativi — anche interattivi.
Vedi i totem →Cabinet leggeri con aggancio rapido, pensati per essere montati e smontati spesso. Per fiere, congressi, concerti, eventi di un giorno.
Vedi il noleggio →Il campo è largo perché sotto la stessa parola stanno oggetti molto diversi. Il nostro listino parte da €820/m² (serie Essential, indoor, passo 3.9) e arriva a circa €17.000/m² per un COB a passo 0.3, che è un altro mestiere. In mezzo c'è quasi tutto il mercato reale: un indoor da negozio, un outdoor da facciata, una vetrina.
Al metro quadro del pannello si aggiungono le voci che nei preventivi spesso non si vedono: struttura, installazione, processore e cablaggio, quadro elettrico, e i ricambi — noi accantoniamo il 3% dei moduli per ogni impianto, perché fra due anni quel modello preciso può non esistere più.
È un P6 del 2008: costava 8.000 euro e dopo diciotto anni lavora. Non è fortuna, sono tre scelte fatte allora e ripetute da allora: circuito integrato di pilotaggio Macroblock, chip Epistar, alimentatori Mean Well. I componenti giusti durano, e sono la parte del preventivo che non si vede.
Quello che accorcia la vita di un ledwall, invece, si sa con precisione: lo sfondo bianco fisso. È la condizione peggiore — tutti i LED al massimo, sempre — e porta a due cose: la protezione termica che spegne porzioni di schermo, e il degrado non uniforme che lascia impronte permanenti. Anche il conto della corrente cambia: bianco pieno contro contenuti scuri, su dodici ore al giorno, sono circa 1.800 W contro 600.
Se ha già un impianto che si spegne a metà, o che ha perso colore a zone, il difetto è quasi sempre uno di questi due. Cosa possiamo fare su un ledwall che non abbiamo installato noi →
Un pixel spento si sostituisce: SMD, GOB o DIP, si dissalda e si rimette, per pochi euro a pixel. Perché sia possibile serve però un banco vero — microscopi, stazioni saldanti, saldatore laser a infrarossi — e i ricambi di quel lotto. Nel nostro laboratorio interno collaudiamo ogni fornitura in ingresso con colorimetro, spettrometro e termocamera, e ripariamo a livello di componente.
Unica eccezione onesta: il COB, dove i LED sono annegati nella resina, non si ripara pixel per pixel — lì si sostituisce il modulo. Va saputo prima di sceglierlo.
Letteralmente «muro di LED»: uno schermo formato da moduli LED affiancati, in cui ogni pixel emette luce propria. Si scrive anche led wall, e in italiano si sente maxischermo, schermo a LED o parete LED: sono la stessa cosa.
In un televisore l'immagine nasce da un pannello retroilluminato e filtrato; in un ledwall ogni punto è un LED che si accende da solo. Per questo un ledwall si vede in pieno sole, si costruisce di qualunque misura e forma, non ha cornici che spezzano l'immagine e si ripara a pezzi. Un televisore, a parità di superficie, costa meno ma sotto il sole non si legge.
Il listino VEROLED va da €820/m² (Essential indoor, passo 3.9) a circa €17.000/m² per un COB a passo 0.3. Al pannello vanno aggiunti struttura, installazione, processore, cablaggio e quadro elettrico. Trova i prezzi ledwall per serie e per pixel pitch, indoor e outdoor, nel listino pubblicato.
Si parte dalla distanza a cui la gente guarda davvero: come primo orientamento, 1 mm di passo per ogni metro di distanza. Un passo più fine del necessario costa molto e non si vede; uno troppo largo si nota subito. La verifica giusta è guardare due passi diversi accesi alla Sua distanza reale.
Per una vetrina che prende luce diretta si parte da 3.000 nit; per una facciata esterna esposta, da 5.000. Ma il numero da solo non basta: conta il rapporto con la luce che batte sullo schermo, ed è il motivo per cui classifichiamo le serie per tenuta alla luce ambientale invece che per soli nit.
La vita attesa dichiarata va da 30.000 ore delle serie entry a 100.000 delle superiori. Il primo impianto che abbiamo montato, un P6 del 2008, è ancora in funzione. A fare la differenza sono i componenti (circuito di pilotaggio, chip, alimentatori) e l'uso: uno sfondo bianco fisso, continuativo, accorcia la vita di qualunque ledwall.
Sì, e a livello di singolo pixel: un LED SMD, GOB o DIP si sostituisce per pochi euro, se si ha un laboratorio attrezzato e i ricambi del lotto. Fa eccezione il COB, dove i LED sono nella resina: lì si sostituisce il modulo intero.
Se resta installato, l'acquisto lo rende Suo e ammortizzabile, mentre il noleggio operativo evita l'anticipo di capitale con un canone deducibile. Se Le serve per pochi giorni — una fiera, un congresso, un concerto — il noleggio a evento comprende montaggio, presidio e smontaggio, e paga l'evento invece dell'impianto.
Nello showroom di Arzano (NA) le serie sono accese una accanto all'altra, anche in piena luce. Venga con la Sua misura e la Sua distanza: in mezz'ora saprà quale passo Le serve davvero — e quale no.
Non è ancora pronto a chiedere un preventivo? Le mandiamo la guida all'acquisto → PDF, gratuita — cosa chiedere a un fornitore e come si legge una scheda tecnica.