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LEDwall, videowall o maxischermo:
terminologia, differenze e configurazione.

La guida definitiva per orientarsi tra i termini del settore: dai monitor LCD alle matrici LED continue, con le formule matematiche per calcolare risoluzione, assorbimento e aspect ratio.

Nel mercato della visualizzazione professionale, termini come LEDwall, videowall, maxischermo, schermo a LED e jumbo screen vengono spesso utilizzati come sinonimi. In realtà, dal punto di vista ingegneristico e normativo, descrivono tecnologie, architetture e destinazioni d'uso profondamente differenti.

Confondere un Videowall LCD con un LEDwall a emissione diretta o sbagliare il dimensionamento dei cabinet in fase di capitolato porta a preventivi non confrontabili, problemi di risoluzione o linee nere che tagliano loghi e volti. In questa guida chiariamo la terminologia ufficiale, l'anatomia dei componenti e le regole matematiche di configurazione.

1 · Tavola sinottica: le quattro tecnologie a confronto

Tecnologia Superficie visiva Luminosità tipica Giunzioni / Cornici Uso consigliato
LEDwall a diodi diretti (SMD / COB) Modulare continua, qualsiasi forma e dimensione (16:9, curve, angoli) 1.000 – 4.000 Nits (Indoor)
4.500 – 8.500 Nits (Outdoor)
0 mm (Perfetta continuità) Showroom, retail, stadi, facciate, studi televisivi, fiere, DOOH
Videowall LCD a monitor Array di display 46" o 55" a matrice fissa (es. 2×2, 3×3) 500 – 700 Nits 0,88 – 3,5 mm (Cornici visibili tra i monitor) Control room a bassa luce, sale videosorveglianza, sale riunioni economiche
Maxischermo / Jumbo Screen Grande formato a LED per visione da media e lunga distanza 5.000 – 10.000 Nits 0 mm (Nessuna giunzione) Impianti pubblicitari su palo, stadi, piazze, eventi live all'aperto
Display LED Commerciale / Totem Struttura autoportante verticale a singolo o doppio fronte (es. 75×190 cm) 1.200 – 4.500 Nits Monolitico senza cornici Ingressi aziendali, centri commerciali, farmacie, vetrine

2 · L'anatomia di un LEDwall: dal chip al grande schermo

Un maxischermo LED non è un unico pannello monolitico, ma un sistema gerarchico a quattro livelli:

  1. Il Pixel e il Chip LED: L'unità elementare emittente. Nei display RGB a visione diretta, ogni pixel è costituito da tre diodi (Rosso, Verde, Blu). Nel montaggio SMD (Surface Mounted Device) i tre diodi sono racchiusi in un singolo package saldato sulla scheda; nella tecnologia COB (Chip on Board) i die semiconduttori nudi sono saldati direttamente sul circuito stampato e ricoperti da una resina epossidica protettiva, che offre nero assoluto e resistenza agli urti.
  2. Il Modulo LED (Matrice): La scheda elettronica di base (es. 320 × 160 mm o 250 × 250 mm) dotata di maschera frontale, connettori dati a pettine (HUB75 o similari) e circuiti integrati driver IC a corrente costante che pilotano i LED riga per riga (multiplexing/scan).
  3. Il Cabinet (Pannello / Tile): Il telaio portante in alluminio pressofuso (die-cast) o magnesio (tipicamente 500×500 mm, 500×1000 mm o 640×480 mm) che ospita meccanicamente i moduli magnetici, l'alimentatore switching a 5V a basso rumore e la Receiving Card.
  4. Il LEDwall Completo: L'insieme di cabinet fissati rigidamente tra loro tramite serrature rapide (fast-lock) o staffe strutturali, cablati in cascata per alimentazione e segnale video.

3 · Le formule per calcolare risoluzione e formato 16:9

La risoluzione di un impianto LEDwall dipende esclusivamente da due fattori: la dimensione geometrica e il passo pixel (Pixel Pitch).

📐 Formula della Risoluzione:

Pixel Orizzontali = Larghezza Schermo (mm) / Pixel Pitch (mm)
Pixel Verticali = Altezza Schermo (mm) / Pixel Pitch (mm)

Esempio pratico: Un LEDwall da 4,00 × 2,50 metri con passo P2.5 avrà una risoluzione di:
• Orizzontale: 4.000 / 2,5 = 1.600 pixel
• Verticale: 2.500 / 2,5 = 1.000 pixel
• Risoluzione totale: 1.600 × 1.000 (1.600.000 pixel, pari a 160.000 pixel per m²).

Come ottenere il formato 16:9 perfetto

Per riprodurre contenuti video Full HD (1920×1080) o 4K (3840×2160) senza deformare l'immagine né aggiungere bande nere orizzontali o verticali:

  • Con cabinet quadrati 500 × 500 mm: Rapporto 16:9 approssimato con 16 cabinet di base × 9 di altezza (dimensioni 8,00 × 4,50 metri) o formati proporzionali come 4,00 × 2,25 m (richiede cabinet mezza altezza 500×250 mm o 250×250 mm).
  • Con cabinet 640 × 480 mm (rapporto 4:3): Ottimo per pareti modulari classiche.
  • Con cabinet nativi 16:9 (es. 600 × 337,5 mm o 640 × 360 mm): Ogni singolo cabinet è in 16:9, permettendo di ottenere schermi Full HD nativi esatti a 110", 138", 165" o 220" con qualsiasi combinazione simmetrica (es. 4×4 o 5×5 cabinet).

4 · Dimensionamento elettrico e consumi in kW

Nella progettazione di un maxischermo è fondamentale distinguere tra due valori elettrici:

  • Consumo Massimo (Potenza di Picco): Corrisponde allo schermo interamente bianco al 100% della luminosità (tipicamente 600 – 900 W/m² per display indoor e 800 – 1.200 W/m² per display outdoor). Questo valore serve al progettista per dimensionare l'interruttore magnetotermico-differenziale, la sezione dei cavi di alimentazione e il quadro elettrico.
  • Consumo Medio Reale: Con video, immagini e contenuti standard la maggior parte dei pixel lavora a intensità parziale. Il consumo medio effettivo è pari al 30% – 40% del massimo (circa 200 – 350 W/m² per indoor, 300 – 450 W/m² per outdoor).

5 · Il sistema di controllo: Processori video e Sending Card

La gestione del segnale video si basa su controller dedicati ad altissima velocità di refresh e zero latenza:

  • Sistemi NovaStar (leader mondiale): Utilizzano software come NovaLCT e SmartLCT per la mappatura fisica dei cabinet, con schede all-in-one della serie TB (Taurus) con media player integrato per DOOH, o processori della serie VX per eventi live con ingressi HDMI, SDI e DVI.
  • Piattaforme Cloud VNNOX / Fleet Monitor PRO: Consentono la diagnostica remota continua di temperatura, alimentatori, riceventi, e la pubblicazione automatica dei palinsesti pubblicitari via 4G/5G o fibra ottica.
  • Colorlight / Brompton: Sistemi ad altissima precisione cromatica e profondità di colore (12-bit / 16-bit) impiegati principalmente in produzioni cinematografiche con virtual production e studi televisivi broadcast.

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Domande frequenti

Qual è la differenza fondamentale tra un LEDwall e un Videowall LCD?
Un LEDwall è composto da pannelli a LED diretti (senza cornici né giunzioni visibili) che creano una superficie monolitica e continua di qualsiasi dimensione, con luminosità elevata (1.000 - 8.000 Nits) e durata di oltre 100.000 ore. Un Videowall LCD tradizionale è invece una matrice di monitor a cristalli liquidi affiancati: presenta sempre cornici visibili (bezel da 0,88 a 3,5 mm) che tagliano l'immagine, luminosità limitata (500 - 700 Nits) e rischio di stampaggio (burn-in) sui contenuti statici.
Cosa si intende per Modulo, Cabinet e Matrice in un maxischermo LED?
Il Modulo LED è la piastrella base (composta da PCB, chip LED SMD o COB e driver IC, tipicamente di dimensioni 320×160 mm o 250×250 mm). Il Cabinet (o telaio) è la struttura in alluminio pressofuso (es. 500×500 mm o 640×480 mm) che assembla 4-8 moduli, l'alimentatore switching e la scheda ricevente (receiving card). La Matrice o LEDwall è l'intero schermo finale ottenuto agganciando meccanicamente ed elettricamente tra loro molteplici cabinet.
Come si calcola la risoluzione esatta e il rapporto 16:9 di un LEDwall?
La risoluzione si calcola dividendo la dimensione fisica (in millimetri) per il passo pixel (Pixel Pitch). Ad esempio, uno schermo largo 3.840 mm con passo P2 (2 mm) ha una larghezza di 1.920 pixel (Full HD). Per ottenere il rapporto nativo 16:9 senza bande nere, il numero di cabinet in larghezza e altezza deve rispettare il rapporto 16:9 (es. 6,40 × 3,60 metri, oppure un telaio 16:9 come cabinet 640×360 mm).
Qual è la differenza tra Maxischermo, Jumbo Screen e Display Pubblicitario LED?
I termini "Maxischermo" e "Jumbo Screen" sono sinonimi storici usati per indicare schermi LED di grandi dimensioni (generalmente sopra i 15-20 m²) destinati a stadi, piazze, facciate di edifici e concerti. Il "Display Pubblicitario LED" o "Tabellone DOOH" (Digital Out-Of-Home) è un maxischermo specificamente omologato per la pubblicità stradale, conforme all'Art. 23 del Codice della Strada con sensore crepuscolare per la regolazione automatica della luminosità notturna.
Come funziona il sistema di controllo (controller e software Novastar)?
Il computer o media player invia il segnale video (HDMI/DisplayPort) a un controller di invio (Sending Card, come NovaStar Taurus TB o processori serie VX, o Colorlight). Il controller mappa la sorgente video e la trasmette tramite cavi di rete Gigabit (Cat 6) alle schede riceventi (Receiving Card, es. MRV328) all'interno di ciascun cabinet dello schermo. Il software di calibrazione e gestione (es. NovaLCT, SmartLCT, VNNOX cloud) consente di mappare i cabinet, calibrare il colore pixel per pixel e programmare i palinsesti da remoto via cloud.