VEROLED® · dal 2008 nel LED · officina e laboratorio interni Insegne luminose a LED.
Quella che si accende
e quella che parla.
Con le stesse due parole — insegna luminosa — si comprano
due oggetti molto diversi: uno illumina un nome che resta sempre quello, l’altro
è una superficie di pixel che può cambiare ogni giorno. Costano in modo
diverso, durano in modo diverso, e si scelgono per motivi diversi.
Questa pagina serve a capire quale delle due Le serve, e soprattutto
come si giudica un’insegna prima di firmarla: perché da fuori si vedono
tutte uguali, e la differenza salta fuori il primo inverno.
01 — le due famiglie Un nome che si accende, oppure una superficie che cambia.
La distinzione non è tecnica, è pratica: decide che cosa potrà fare
quell’insegna nei prossimi dieci anni.
| Insegna retroilluminata | Ledsign a pixel |
| Che cos’è | Un nome, un logo o una scritta illuminati da dietro con LED | Una superficie fatta di pixel LED che compone l’immagine |
| Che cosa mostra | Sempre la stessa cosa | Quello che decide Lei, anche diverso di ora in ora |
| Forma | La sagoma del Suo marchio | Qualunque forma: la struttura si costruisce sul disegno |
| Quando conviene | Il marchio è il messaggio e non cambia | Il messaggio cambia: offerte, orari, turni, campagne |
| Dove pesa la qualità | Alimentatore, tenuta all’acqua, uniformità della luce | Chip, struttura, dissipazione, riparabilità |
Le facciamo entrambe, e da parecchio: la prima insegna con lettere su misura che è
ancora accesa l’abbiamo montata nel 2013. Della prima famiglia scegliamo
componente per componente la parte che illumina — moduli, strip, neon flex
stagno, alimentatori — perché
li importiamo direttamente e li mettiamo a catalogo col nostro marchio. Della seconda ci
occupiamo dal disegno all’accensione: è quella che chiamiamo ledsign.
Un ledsign nasce su misura per definizione: la distinta la scriviamo noi,
dal chip alla vite. Sui ledwall di serie lo stesso vale dal tier Silver in su
— Bronze ed Essential sono prodotti di serie, selezionati e collaudati ma non
costruiti su nostra specifica, e dirlo è l’unico modo perché la frase
resti vera. Come sono fatti i sei livelli →
02 — il ledsign Tremila pixel, uno per uno, dentro l’acciaio.
Un ledsign non è un pannello rettangolare appeso al muro: è una struttura
costruita sulla sagoma del Suo marchio, dentro cui i pixel LED vengono inseriti
singolarmente. Non ci sono moduli prefabbricati da far quadrare, quindi non c’è
una forma che non si possa fare.
Farmacia Coppola
3.000 pixel singoli inseriti a mano in una struttura su misura in acciaio
inox AISI 304 — la stessa lega delle attrezzature alimentari, che regge
salsedine e umidità. Sette giorni di lavorazione solo per il
posizionamento dei pixel. Acceso 24 ore su 24: di notte una farmacia si deve trovare.
Leroy Merlin
Insegna costruita pixel per pixel e coordinata con le specifiche di brand
identity del gruppo: proporzioni e colori sono quelli nazionali, non
un’interpretazione. IP65 per stare fuori, oltre 80.000 ore di vita
stimata dei LED — più di nove anni di accensione continua.
La struttura si progetta e si costruisce in officina, si collauda
elettricamente prima di partire, e si installa con le nostre squadre. Il primo sopralluogo
lo facciamo da satellite: ci basta l’indirizzo per vedere la facciata, l’altezza
e da dove la si guarda.
03 — qualche insegna nostra Dodici anni è il numero che conta.
Un’insegna non si giudica il giorno dell’accensione: si giudica dopo qualche
inverno. Queste sono nostre.
- Minimal — Bologna, 2013. Lettere in ferro effetto corten con LED
RGB, alimentatori Mean Well, controllo in radiofrequenza. È uno dei nostri primi
lavori ed è ancora perfettamente funzionante: oltre dieci anni di esercizio.
il progetto →
- Teatro Nazionale di Genova. Cinquanta metri quadri verticali sulla facciata,
passo 10 mm e 6.000 nit per reggere il sole diretto, struttura interamente in
acciaio inox 304 — viti e dadi compresi, perché sta in zona marina con la
salsedine. il progetto →
- Farmacia Coppola. Tremila pixel singoli inseriti a mano, acciaio inox AISI 304,
sette giorni di lavorazione. il progetto →
- Leroy Merlin. Insegna costruita pixel per pixel, coordinata con le specifiche di
brand identity nazionali del gruppo. il progetto →
- Quinta Marcia Group — concessionaria, Trentola Ducenta.
- CoolType.
04 — prima di firmare Cinque domande da fare a chiunque Le proponga un’insegna.
Le faccia anche a noi. Se un fornitore risponde meglio, ha comprato bene lo stesso
— e Lei avrà speso i Suoi soldi sapendo per cosa.
- Di che materiale è la struttura? Un’insegna sta fuori dieci anni.
L’acciaio inox e l’alluminio trattato reggono; il ferro verniciato comincia a
colare ruggine sulla facciata dopo il secondo inverno, e la macchia resta sul muro.
- Che grado di protezione ha, e dove sono le giunzioni? Non basta un IP scritto
sul preventivo: chieda dove passano i cavi e come sono chiusi i punti in cui entra
l’acqua. Le insegne si guastano quasi sempre lì, non nei LED.
- Che alimentatore monta — marca e serie? È il componente che si
rompe per primo e che spegne tutto. Se la risposta è «un alimentatore da
tot watt» senza nome, quel dato non esiste.
- Quanto dura la garanzia, e i ricambi ci saranno? Un’insegna su misura
non si sostituisce: si ripara. Chieda se fra tre anni esisterà ancora il pezzo, e
chi ce l’ha in magazzino.
- Chi la ripara, e in quanto tempo? La domanda che nessuno fa, ed è quella
che si paga: un’insegna spenta è peggio di nessuna insegna. Noi ripariamo
a livello di componente nel nostro laboratorio, e in Campania interveniamo in
giornata.
05 — quanto dura Ottantamila ore sono nove anni, se il resto regge.
La durata dichiarata dei LED — oltre 80.000 ore — è il numero
che si legge su tutti i preventivi, e da solo non dice niente: quei LED devono stare dentro
una struttura che non arrugginisce, essere alimentati da qualcosa che non cede, e smaltire
il calore d’estate. La vita vera di un’insegna la decidono la struttura e
l’alimentazione, non il LED.
La prova non è una scheda tecnica: è l’insegna di Minimal, accesa dal
2013 e ancora perfettamente funzionante — lettere in ferro corten, LED RGB e
alimentatori scelti allora uno per uno. Per questo la struttura dei nostri ledsign è
in acciaio inox e la parte elettrica la scegliamo noi, non ce la troviamo montata. Ed è anche il motivo per cui teniamo un
laboratorio interno: quando un pixel si spegne, si sostituisce quel pixel.
Perché ci scegliamo i componenti uno per uno →
06 — permessi L’insegna si autorizza prima di accenderla.
Un’insegna su strada pubblica è in genere soggetta ad autorizzazione del
Comune e a un canone annuale, e le regole cambiano da comune a comune: dimensioni
massime, sporgenza, luminosità, vincoli nei centri storici. Non è una formalità
da sbrigare dopo, perché può cambiare la misura di ciò che si costruisce.
Il disegno tecnico quotato che serve alla pratica glielo diamo noi con il
progetto. La domanda la presenta chi ha titolo sull’immobile, di solito con il proprio
tecnico: le verifiche urbanistiche non sono il nostro mestiere, e dirle il contrario
sarebbe comodo per noi e rischioso per Lei.
07 — e se invece Se quello che Le serve è uno schermo, si chiama ledwall.
Il confine fra un ledsign grande e un ledwall piccolo è sottile, e in molti casi
conviene il secondo: costa meno al metro quadro, ha un passo dichiarato e si sceglie a
catalogo. La regola pratica è questa: se il messaggio è il Suo nome,
è un’insegna; se il messaggio è quello che ha da dire oggi, è
un ledwall.
08 — le domande Quello che ci chiedono al telefono.
Che differenza c’è fra un’insegna luminosa e un ledsign?
Un’insegna luminosa classica illumina un nome che resta sempre lo stesso: la luce
serve a farlo vedere. Un ledsign è fatto di pixel LED singoli e mostra quello che
decide Lei, quindi può cambiare colore, animarsi o scrivere cose diverse in momenti
diversi. La struttura si costruisce sulla sagoma del marchio, perciò la forma non
è un limite: si fanno croci di farmacia, loghi, scritte di qualunque profilo.
Quanto dura un’insegna a LED?
I LED che usiamo dichiarano oltre 80.000 ore, cioè più di nove anni di
accensione continua. Ma la vita vera la decidono la struttura e l’alimentazione: una
struttura in acciaio inox AISI 304 regge decenni all’aperto, un telaio in ferro
verniciato comincia a colare ruggine dopo pochi inverni. Chieda sempre di che materiale
è fatta la struttura, non solo che LED monta.
Si può fare un’insegna della forma del mio logo?
Sì. Nel ledsign i pixel vengono inseriti uno per uno dentro una struttura
costruita su misura, quindi la forma la decide il disegno e non il formato dei pannelli.
Sul progetto della Farmacia Coppola sono stati inseriti tremila pixel singoli, con sette
giorni di lavorazione solo per il posizionamento. Per i marchi con una brand identity
nazionale lavoriamo sulle specifiche ufficiali, come abbiamo fatto per Leroy Merlin.
Quanto costa un’insegna luminosa a LED?
Non ha un prezzo di listino, perché non ha una misura standard: dipendono dal
disegno la struttura, il numero di pixel e il modo in cui si aggancia. Per darLe un numero
serio ci bastano il logo o la scritta, la misura indicativa e l’indirizzo: il primo
sopralluogo lo facciamo da satellite e vediamo facciata, altezza e distanza di lettura.
Se invece Le serve uno schermo che cambia contenuto, lì il prezzo al metro quadro
è pubblicato.
Serve un’autorizzazione per installare un’insegna?
In genere sì: le insegne visibili da strada pubblica sono soggette ad
autorizzazione comunale e a un canone annuale, con regole che cambiano da comune a comune
su dimensioni, sporgenza e luminosità. Il disegno tecnico quotato che serve alla
pratica glielo forniamo noi insieme al progetto; la domanda la presenta chi ha titolo
sull’immobile, di solito tramite il proprio tecnico.
Se si spegne un pezzo, si ripara o si butta?
Si ripara. Un’insegna su misura non si sostituisce come un elettrodomestico: nel
nostro laboratorio interveniamo a livello di componente, quindi si cambia il pixel, il
modulo o l’alimentatore guasto e non l’insegna. In Campania interveniamo in
giornata, nel resto d’Italia su appuntamento concordato. È la domanda che
conviene fare prima di comprare, non dopo.