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Ledwall curvo.
Quando lo schermo non può essere piatto.

Colonne, archi, cilindri, angoli di edificio, sale che avvolgono chi guarda: un ledwall curvo non è un ledwall normale montato storto. Cambia il cabinet, cambia il modo in cui i moduli si agganciano, e soprattutto c’è una misura che decide tutto prima ancora del prezzo — il raggio.

Di modi per farlo ce ne sono tre, e non sono intercambiabili. Questa pagina mette in fila cosa sa fare ciascuno, dove si ferma, e la domanda da farsi prima di disegnare la forma.

01 — le tre strade

Tre modi di curvare, e non fanno le stesse cose.

La differenza non è commerciale: sono tecnologie diverse. Un cabinet curvo è un pannello rigido costruito con un’angolazione; un LED flessibile è un modulo che si piega davvero. Le conseguenze si vedono sul raggio, sul passo e su dove lo si può mettere.

 Onda SeriesOnda Outdoor SeriesLegend Flex
Che cos’ècabinet curvi rigidicabinet curvi con piegatura regolabilemodulo LED flessibile
Dove stainterno — IP20esterno — IP65esterno — IP65
Luminosità800–1.500 nit4.800–5.000 nit3.500–5.000 nit
PassiP1.95 · P2.6 · P2.9 · P3.9P3.9P2.88 · P3.75 · P4.68 · P9.37
Curvaturafissa, anche a S (concava e convessa)regolabile ±45° con una manigliail modulo si piega
Diametro minimo1,27 m1,27 m— lo decide il progetto
Il suo mestierestand, retail, musei, cilindrifacciate e retail all’apertopalchi, tour, colonne, forme sagomate

La scheda Onda Series →  ·  Onda Outdoor Series →  ·  Legend Flex →

02 — la misura che decide

Il raggio viene prima della forma.

È il numero da cui parte tutto, e quasi nessuno lo chiede prima di disegnare. Le due serie a cabinet — Onda e Onda Outdoor — scendono fino a un diametro minimo di 1,27 m: significa un raggio di circa 64 cm. Sopra quella misura si fa qualsiasi arco; sotto, i cabinet rigidi non ci arrivano.

Nella pratica è la differenza fra una colonna che si può rivestire e una che no. Un pilastro da un metro di diametro, per dire, sta sotto la soglia: con i cabinet curvi non si chiude, e la strada diventa il LED flessibile, che il raggio se lo fa dare dal progetto invece che dal catalogo.

La misura da portarci. Non serve un disegno tecnico: basta il diametro della colonna o dell’arco, in metri, e se la curva è convessa (avvolge una colonna, si guarda da fuori) o concava (abbraccia chi guarda, come una sala). Con quei due dati si sa già quale delle tre strade è percorribile.
03 — cabinet o flessibile

Una curva fatta di pannelli rigidi è una spezzata.

È geometria, non un difetto: ogni cabinet resta piatto, e mettendone in fila molti si approssima l’arco con una successione di corde. Da lontano l’occhio legge una curva; da vicino, e con la luce giusta, si legge la spezzata. Più stretto è il raggio, più l’approssimazione si nota.

Il LED flessibile lavora in un altro modo: è il modulo stesso a piegarsi, e la serie Legend Flex è dichiarata proprio come schermo curvo senza linee chiare o scure. Il prezzo da pagare sta dall’altra parte: il passo più fine della serie flessibile è P2.88, mentre con i cabinet rigidi si scende a P1.95. Curvatura libera oppure dettaglio: si scegle in base a da quanto lontano la gente guarda.

Vale l’orientamento che usiamo in tutti i preventivi — circa un millimetro di passo per ogni metro di distanza minima: un P1.95 regge lo sguardo da due metri, un P9.37 vuole nove metri buoni. Su una colonna in mezzo a un negozio, dove si passa accanto, la scelta è obbligata; su una facciata o su un palco, molto meno.

Perché il passo è l’ultima cosa da scegliere →

04 — dentro o fuori

Fuori cambiano i nit, non solo la tenuta.

Le tre serie non sono la stessa cosa messa in tre scatole diverse. La Onda è indoor a tutti gli effetti — IP20, fra 800 e 1.500 nit — e in quel contesto è il valore giusto: dentro un negozio o un museo, 5.000 nit sarebbero fastidiosi oltre che inutili.

Fuori si cambia mestiere: la Onda Outdoor sta a 4.800–5.000 nit con protezione IP65, la Legend Flex fra 3.500 e 5.000, sempre IP65. Non è un vezzo: fuori il nero non lo decide lo schermo, lo decide la luce che la superficie riflette, e sotto quel grigio l’immagine non scende. Quanta luminanza serva dipende quindi anche dal contrasto del pannello, non dai soli nit — e la curvatura non c’entra nulla: vale per qualsiasi impianto all’aperto.

Quanti nit servono davvero, e perché contano insieme al contrasto →

C’è poi una qualità che appartiene solo alla Onda Outdoor e che in cantiere conta molto: la piegatura è regolabile di ±45° con una maniglia. Vuol dire che la curvatura si decide sul posto, non in fabbrica, e che lo stesso materiale può servire per un raggio diverso al montaggio successivo.

Cosa cambia quando lo schermo sta fuori →

05 — dove funziona

Dove la curva serve davvero, e dove è solo un costo.

Ha senso qui

  • Colonne e cilindri: si guardano da ogni lato, un piatto ne mostrerebbe uno solo.
  • Sale immersive e musei: la concavità avvolge chi guarda.
  • Facciate su raggio: lo schermo segue l’edificio invece di contraddirlo.
  • Palchi, tour, stand: la forma è parte della scenografia.
  • Angoli di edificio: la continuità fra le due facce, senza cesura.

Meglio ripensarci

  • Parete piana con una curva «per estetica»: si paga e non si vede.
  • Raggio sotto i 64 cm con cabinet rigidi: non si chiude, va cambiata tecnologia.
  • Testo piccolo su curva stretta: la lettura si deforma dai lati.
  • Fuori con meno di 5.000 nit: la curva non compensa la luce che manca.

La domanda onesta è sempre la stessa: la curva la vedrà qualcuno? Se lo schermo si guarda da un punto solo e frontalmente, un impianto piatto costa meno, si installa prima e si vede uguale. Lo diciamo anche quando la curva l’avremmo venduta noi.

Ci dica il diametro. Le diciamo se si può fare.

Bastano tre cose: il diametro in metri, se la curva è concava o convessa, e da quanti metri la gente guarda. Con quelle rispondiamo se la strada è il cabinet curvo o il flessibile — e se conviene, se la forma non la vedrebbe nessuno.

06 — le domande

Quello che ci chiedono al telefono.

Qual è il raggio minimo di un ledwall curvo?

Con i cabinet curvi rigidi si scende fino a un diametro minimo di 1,27 metri, cioè un raggio di circa 64 centimetri: vale sia per la serie indoor Onda sia per la outdoor Onda Outdoor. Sotto quella misura i cabinet non si chiudono e la strada diventa il LED flessibile, che il raggio se lo fa dare dal progetto.

Meglio cabinet curvi o LED flessibile?

Dipende dal raggio e da quanto vicino si guarda. I cabinet curvi arrivano a un passo più fine, fino a P1.95, quindi reggono lo sguardo ravvicinato; il flessibile piega davvero il modulo ed è l’unico che scende sotto il raggio minimo dei cabinet, ma parte da P2.88. In sintesi: dettaglio da vicino, oppure libertà di forma.

Su una curva si vedono le giunzioni fra i pannelli?

Con i cabinet rigidi la curva è per forza una spezzata: ogni pannello resta piatto e l’arco viene approssimato da una successione di corde, tanto più evidente quanto più il raggio è stretto. Da lontano l’occhio legge una curva. La serie flessibile Legend Flex è dichiarata invece come schermo curvo senza linee chiare o scure, perché a piegarsi è il modulo stesso.

Si può fare un ledwall curvo da esterno?

Sì. La serie Onda Outdoor è IP65 e sta fra 4.800 e 5.000 nit, la Legend Flex è IP65 fra 3.500 e 5.000: sono i valori che servono per restare leggibili al sole. La serie indoor Onda, che sta fra 800 e 1.500 nit con protezione IP20, all’aperto non ci va — non per la curvatura, ma per luce e tenuta.

La curvatura si può cambiare dopo il montaggio?

Sulla serie outdoor Onda Outdoor sì: la piegatura è regolabile di più o meno 45 gradi tramite una maniglia, quindi l’angolo si decide sul posto e lo stesso materiale può servire per un raggio diverso in un’installazione successiva. Sulle altre serie la curvatura del cabinet è invece fissa.

Un ledwall curvo costa molto più di uno piatto?

Costa di più, e la differenza non sta solo nel pannello: pesano la struttura di sostegno, il tempo di montaggio e il fatto che ogni forma è un progetto a sé. Per questo la prima domanda che facciamo è se la curva la vedrà davvero qualcuno: se lo schermo si guarda da un punto solo e frontalmente, un impianto piatto costa meno e si vede uguale.