Chi cerca in rete quanto costa far ispezionare un LEDwall trova solo pagine di prezzi di acquisto. È un vuoto curioso, perché il momento in cui serve una misura vera è quasi sempre un momento in cui ci sono soldi in ballo: uno schermo usato da comprare, un collaudo da accettare, un impianto che «non è più quello di prima», una contestazione in garanzia da sostenere. Questa guida dice cosa si misura, con che cosa, e da cosa dipende il prezzo — senza sparare una cifra, perché una perizia si preventiva sul caso, non sul telefono.
1 · I quattro momenti in cui serve davvero
Prima di comprare un impianto usato o dismesso. È il caso in cui l'ispezione si ripaga da sola: un LEDwall di seconda mano può avere LED già degradati, moduli di lotti diversi (quindi colori che non combaciano) o schede di ricezione fuori produzione. Sono cose che a schermo acceso, in un capannone, non si vedono.
Al collaudo, prima di firmare. Il momento più sottovalutato. Dopo la firma, i termini per contestare i vizi sono brevi (ne parliamo al punto 6) e la posizione negoziale si rovescia. Una misura in contraddittorio il giorno della consegna costa poco e vale per anni.
Quando lo schermo «non è più quello di prima». Di solito non è un'impressione: è il decadimento normale dei LED che procede in modo non uniforme, e l'occhio se ne accorge quando la differenza fra due zone supera una certa soglia. Sotto quella soglia lo vede solo uno strumento.
Quando c'è una contestazione. Qui l'ispezione non serve a sapere: serve a documentare. E allora cambia tutto — chi misura, come verbalizza, cosa allega.
2 · Cosa si misura, e con cosa
«Si vede bene» non è un dato. Questi lo sono, e sono gli strumenti con cui li prendiamo nel nostro laboratorio:
Nessuno di questi numeri è discutibile: o la luminanza è calata del 30% o non lo è. È il motivo per cui una perizia strumentale chiude discussioni che al telefono durano mesi.
3 · I quattro difetti che troviamo quasi sempre
La dissipazione. Il difetto più frequente e il più sottovalutato: un LED di potenza deve dissipare, e se il dissipatore si è allentato — succede anche solo in trasporto — il calore resta nel chip. I LED anneriscono, e non si torna indietro. La termocamera lo vede in trenta secondi.
Il colore che non combacia. Due moduli dello stesso schermo ma di lotti diversi hanno un binning diverso: a occhio si nota solo su un fondo pieno, e allora è tardi. Si misura, e in molti casi si corregge con una calibrazione invece di sostituire.
Il contenuto che sta uccidendo lo schermo. Un fondo chiaro fisso è la condizione peggiore per un LEDwall: consuma circa il triplo, scalda, fa intervenire la protezione termica e porta al burn-in — l'impronta permanente. È la causa di guasto più comune che vediamo, e non è un difetto del prodotto: è un difetto d'uso. Ne parliamo in quanto consuma un ledwall.
Le schede di ricezione. Tensioni fuori tolleranza o card che rispondono a intermittenza danno sintomi che sembrano «software»: righe, blocchi, mezzo schermo che si spegne. Si misurano, non si indovinano.
4 · Come si forma il costo
Nessuno Le darà un prezzo al telefono, e chi lo fa non ha capito cosa deve andare a misurare. Il costo di un'ispezione dipende da quattro cose, e sono tutte domande che dovrebbero farLe prima di preventivare:
Quanto è grande e com'è fatto. Le misure di luminanza e uniformità si prendono su una griglia di punti: più metri quadri, più punti, più tempo. Un impianto modulare a cabinet si campiona diversamente da una parete continua.
Dov'è, e come ci si arriva. Un totem a tre metri d'altezza vuole una piattaforma; una facciata vuole ponteggio o cestello, e spesso un'autorizzazione. È storicamente qui che il costo si sposta di più, e non c'entra lo schermo.
Su questo però qualcosa è cambiato: una parte delle ispezioni in quota la facciamo con un drone dotato di camera termica, zoom e telemetro laser. Dove si può volare, un sopralluogo che richiedeva una piattaforma diventa mezz'ora di volo: si guarda la termica dell'intera facciata in un colpo — ed è così che si trovano i punti caldi e le zone che dissipano male — e si ingrandisce il singolo cabinet senza salire. ⚠️ «Dove si può volare» non è una formula di stile: le regole del sito, le autorizzazioni e la presenza di persone decidono, e dove non si può si sale col cestello come prima. Ma quando si può, è la voce di costo che cambia di più.
Se è acceso e chi lo può spegnere. Certe misure si fanno su campi pieni di prova, non sul palinsesto: serve poterlo interrompere, e serve chi ha le credenziali del controller.
Che documento Le serve. Un verbale interno di misura non è la stessa cosa di una relazione destinata a una contestazione: cambia il livello di formalizzazione, la catena di custodia delle prove, il tempo. Lo dica prima: è la variabile che più fa cambiare il preventivo.
Un caso a parte, e gratuito: se ha in mano un preventivo di qualcun altro e vuole sapere se i numeri stanno in piedi, non serve un'ispezione — serve una lettura. Quella gliela facciamo senza costi.
5 · Riparare o sostituire
Il senso di un'ispezione è quasi sempre questo: capire se si ripara. E la risposta dipende da una cosa tecnica che pochi dicono prima di vendere.
Sui LED montati in superficie si interviene sul singolo pixel. Sono lavori da pochi minuti l'uno e costi indicativi contenuti — dell'ordine di 10-15 € per un SMD, 25-35 € per un GOB (che ha la resina sopra e va lavorato diversamente), 8-12 € per un DIP. Su uno schermo con qualche decina di pixel morti è una manutenzione, non una sostituzione.
⛔ Il COB no. Nella tecnologia COB i LED sono annegati in una resina che copre tutto il modulo: il singolo pixel non è raggiungibile. L'unica riparazione possibile è sostituire il modulo intero. Non è un difetto — è come è fatto — ma è una cosa da sapere prima di sceglierlo, perché cambia il costo di manutenzione per tutta la vita dell'impianto. Ne parliamo in COB contro SMD.
6 · Se è una contestazione: prima le prove, poi le lettere
Qui una premessa che non è un dettaglio: quanto segue è divulgazione, non un parere legale. La valutazione di un caso concreto è di un avvocato, e conviene sentirlo prima di scrivere al fornitore, non dopo.
Detto questo, c'è un fatto che conviene conoscere: nella vendita fra imprese i termini per far valere i vizi della cosa venduta sono brevi — il codice civile (art. 1495) prevede la denuncia entro otto giorni dalla scoperta e la prescrizione dell'azione in un anno dalla consegna, salvo garanzie convenzionali diverse e più lunghe. Tradotto: il tempo lavora contro chi aspetta, e la frase «ne parliamo alla fine della stagione» è quasi sempre un errore.
Perciò l'ordine giusto è: prima si misura e si documenta, poi si scrive. Le prove che contano sono quelle oggettive e datate — misure strumentali con verbale, fotografie, e la telemetria dell'impianto se c'è. Su questo abbiamo un vantaggio che raccontiamo volentieri: sui nostri impianti il Fleet Monitor registra temperature, luminosità e storico dei contenuti, quindi la domanda «è un difetto o è l'uso che se n'è fatto?» ha una risposta con le date, non un'opinione contro un'altra.
7 · Cosa chiedere a chi Le fa la perizia
L'ultima vale anche per noi, ed è giusto dirla: noi i LEDwall li vendiamo. Il motivo per cui misuriamo prima di proporre è che il laboratorio esiste da anni e ripara il singolo LED — se una cosa si aggiusta, aggiustarla ci conviene: il cliente resta. Ma la domanda va fatta a chiunque, noi compresi.
Ha uno schermo che non La convince? Ci descriva il sintomo — spesso dalla descrizione e da due fotografie si capisce già se serve una misura o basta una taratura. E se sta valutando un impianto usato, meglio prima: ci scriva. Quanto costa un'ispezione, e ogni altro intervento, sta scritto nel listino: nessun preventivo al buio.