è la domanda che tutti fanno dopo la prima bolletta, e quasi nessuno prima dell'acquisto. la risposta onesta: dipende da cosa mostri, molto più che da quanto è grande lo schermo. e il dato di targa che ti hanno dato in preventivo non c'entra quasi niente.
il dato di targa mente (per costruzione)
la scheda tecnica riporta la potenza massima: tutti i LED accesi, al massimo, su schermo completamente bianco. è una condizione che un ledwall ben gestito non vede mai. il consumo reale segue una formula diversa:
consumo ≈ base + (massima − base) × APL × luminosità
dove l'APL (Average Picture Level) è "quanto è chiaro" il contenuto: un video su fondo scuro sta al 10-20%, una grafica su fondo bianco sta all'80-100%. la luminosità è la percentuale a cui tieni lo schermo. due ledwall identici possono consumare uno il triplo dell'altro solo per quello che mostrano.
bianco contro scuro: la differenza che paghi
sullo stesso schermo di taglia media, misurato coi nostri contatori: sfondo bianco fisso ≈ 1.800 W, contenuto su fondo scuro ≈ 600 W. a 0,35 €/kWh +IVA per 12 ore al giorno, la differenza fa circa 5.256 kWh l'anno: ~€1.840 netti (oltre €2.200 con IVA). ogni anno, per sempre — solo per aver scelto lo sfondo sbagliato.
non è solo bolletta: il bianco fisso scalda, fa intervenire la protezione termica e accorcia la vita dei LED (burn-in incluso). ne parliamo nella guida alla gestione dei contenuti — ogni pixel bianco è una bolletta.
attiva, reattiva: cosa guarda davvero il contatore
sulle utenze aziendali il contatore misura due cose: l'energia attiva (i kWh che diventano luce) e l'energia reattiva (quella che gli alimentatori "prendono in prestito" e restituiscono, ma che intasa la rete). oltre soglia, la reattiva si paga come penale in bolletta. è il motivo per cui gli alimentatori con PFC (power factor correction) dei tier alti non sono un lusso: correggono proprio quello. se il fornitore del tuo schermo non sa dirti quanta reattiva assorbe, è un campanello.
la luminosità che segue il sole
di notte a un ledwall bastano pochi punti percentuali di luminosità per essere perfettamente leggibile; a mezzogiorno d'estate serve il massimo. uno schermo inchiodato al 100% ventiquattr'ore su ventiquattro spreca corrente di notte e abbaglia il vicinato. l'auto-brightness — la luminosità che segue l'irraggiamento reale — sulla nostra flotta taglia il consumo di circa il 30% e allunga la vita dei LED, senza che nessuno tocchi niente.
misurare, non stimare
tutto quello che hai letto fin qui noi non lo stimiamo: lo misuriamo. sugli impianti dei nostri clienti installiamo un contatore trifase dedicato che registra potenza istantanea, kWh, attiva e reattiva — e il Fleet Monitor lo trasforma in un report mensile leggibile: quanto ha consumato lo schermo, quanto ha risparmiato l'auto-brightness rispetto al 100% fisso, quanto costa per ora di esercizio. a oggi non conosciamo nessun altro operatore in italia che dia questo dato al cliente.
quanto consuma, in pratica
* 12 h/giorno a 0,35 €/kWh +IVA. i valori reali dipendono da taglia, pitch e contenuti: per questo si misura.
ultima cosa, che è poi la prima: consumare meno significa durare di più. meno watt = meno calore = LED che invecchiano più lentamente. il risparmio in bolletta è la parte visibile; quello sulla vita dell'impianto è la parte grossa.
stai facendo i conti per un acquisto? i consumi per tier e pitch sono nella guida ai prezzi, e per chi parte dal budget c'è il low cost dichiarato. hai già uno schermo e la bolletta non ti torna? mettiamo il contatore e lo scopriamo.