Quasi tutti i guasti di un LEDwall si presentano in uno di sei modi, e ognuno punta a una parte precisa della catena: modulo, scheda di ricezione, alimentatore, cavo, processore. Prima di far smontare qualcosa conviene sapere dove guardare — anche perché una parte dei casi che ci arrivano come «guasto» si risolve in dieci minuti senza sostituire niente.
1 · La tabella dei sintomi
Il difetto visivo restringe il campo prima di qualunque smontaggio. Questa è la mappa che usiamo noi quando ci arriva una segnalazione:
Le due domande che restringono ancora: lo schermo è indoor o outdoor (fuori si aggiungono umidità, guarnizioni e sbalzi termici), e il difetto è comparso di colpo o cresciuto nel tempo. Un difetto improvviso punta a un componente; uno che cresce punta all'uso o all'ambiente.
2 · Le tre prove da fare prima di chiamare qualcuno
Il cavo dati fra i cabinet. È la causa più frequente delle strisce e dei riquadri che spariscono, e non costa niente verificarla: i connettori sui LEDwall lavorano sotto vibrazione e sbalzi termici, e un contatto che si allenta dà sintomi che sembrano gravissimi. Se il difetto si sposta scambiando due cavi, il problema è il cavo, non il modulo.
La sorgente, non lo schermo. Su uno schermo nero la prima verifica è a monte: il player è acceso, il processore riceve, il formato è quello giusto? Una parte dei «guasti» che ci vengono segnalati è un lettore che si è spento o una risoluzione cambiata.
La temperatura. Se lo schermo si spegne dopo un po' che è acceso — mezz'ora, un'ora — quasi sempre non si è rotto niente: è la protezione termica che sta facendo il suo lavoro. Sopra i 65 °C sulle schede si entra nella zona in cui i sistemi intervengono, e la causa può essere ventilazione ostruita, sole diretto, oppure il contenuto (vedi il punto 4).
3 · Le tre cose da non fare
Non lavare uno schermo acceso, e nemmeno bagnarlo per pulirlo: anche su un outdoor certificato, l'acqua a pressione trova le guarnizioni dei connettori. La pulizia si fa da spento e a secco, o con panno appena umido.
Non premere sui LED per «rimetterli a posto». Un LED che sembra storto è già rotto, e la pressione stacca la saldatura di quelli accanto: da un pixel se ne fanno cinque.
Non alzare la luminosità per compensare una zona scura. Fa sembrare il problema minore per qualche settimana e accelera il decadimento di tutto il resto — e la zona scura resta dov'è, solo un po' più avanti nel degrado.
4 · Difetto del prodotto o uso? Il contenuto lascia la firma
C'è una causa che non si trova aprendo lo schermo: quello che ci si manda in onda. Un fondo chiaro fisso è la condizione peggiore per un LEDwall — consuma circa il triplo di un contenuto scuro, scalda, fa intervenire la protezione termica e, alla lunga, lascia il burn-in: l'impronta permanente delle zone sempre accese.
Non è un'opinione: è misurabile a posteriori. Sui nostri impianti il Fleet Monitor registra la luminosità media del contenuto — quando resta sopra il 70% per giorni parte un avviso, proprio perché a quel punto il danno è in corso e si può ancora fermare. Chi ha quello storico può rispondere alla domanda «è un difetto o è l'uso?» con le date; chi non ce l'ha discute.
⚠️ Vale anche al contrario, ed è la parte utile per chi ha un impianto in garanzia: se il contenuto è sempre stato corretto e lo schermo si degrada lo stesso, quello storico è la prova a Suo favore. È il motivo per cui, quando c'è una contestazione, la prima cosa da fare è misurare e documentare, non scrivere.
5 · Cosa si ripara davvero
Il malinteso più diffuso è che un modulo guasto si sostituisca e basta. Nella maggior parte dei casi si ripara a livello di componente: si sostituisce il singolo LED, si rifà la saldatura, si ricostruisce la pista interrotta. Sono interventi da pochi minuti l'uno, con costi indicativi dell'ordine di 10-15 € per un LED SMD, 25-35 € per un GOB (ha la resina sopra e va lavorato diversamente), 8-12 € per un DIP.
⛔ L'eccezione è il COB. Lì i LED sono annegati in una resina che copre tutto il modulo: il singolo pixel non è raggiungibile, e l'unica strada è sostituire il modulo intero. Non è un difetto — è come è costruito — ma cambia il costo di manutenzione per tutta la vita dell'impianto, e va saputo prima di sceglierlo (COB contro SMD).
Sul resto della catena: le schede di ricezione si sostituiscono, ma vanno prima misurate — a volte il problema è la tensione che le alimenta, e la scheda nuova si guasta come la vecchia. Gli alimentatori sono spesso la causa vera dello sfarfallio e dei mezzi schermi, e sono la parte che invecchia per prima.
6 · Cosa mandarci per una diagnosi a distanza
Nella maggior parte dei casi non serve venire subito: da quattro cose si capisce già molto, e spesso si risolve al telefono.
⚠️ Un LEDwall di qualunque marca, anche non nostro: il laboratorio lavora a livello di componente e non abbiamo interesse a dirLe che è da buttare — se una cosa si aggiusta, aggiustarla ci conviene. Ci descriva il sintomo e Le diciamo cosa ne pensiamo. Se preferisce farsi un'idea prima di scrivere: i sintomi più frequenti e cosa c'è dietro, e il listino degli interventi, voce per voce — così sa cosa aspettarsi prima ancora di sentirci.