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⬢ approfondimento · fondamentale

il chip LED non è la scatola
che lo contiene.

chi cerca «chip LED per ledwall» trova risposte su COB, SMD e GOB. sono risposte corrette a un'altra domanda: descrivono come il LED è impacchettato, non che LED c'è dentro. e la differenza si paga fra due estati.

Package RGB tre-in-uno al microscopio: il die e il filo di bonding sono la parte che nessuna offerta descrive

è una domanda che riceviamo quasi sempre nella stessa forma: «che chip monta?». la risposta che quasi sempre torna indietro dai preventivi è «SMD», oppure «COB». Sono parole vere, e non rispondono: dicono come il LED è confezionato, non che LED è. È la differenza fra la scatola e quello che c'è dentro — e due schermi descritti con le stesse identiche parole possono essere prodotti diversi, con vite diverse.

la scatola: le sigle e cosa risolve ciascuna

partiamo dal riconoscere che le sigle servono. Ognuna nasce per risolvere un problema preciso, e vale la pena saperlo:

Sigla
Cosa cambia davvero
Dove ha senso
SMD
I tre die R, G, B in un unico contenitore saldato sulla scheda. È la base di tutto il mercato.
Outdoor e indoor dal passo medio in su
GOB
Una resina colata sopra gli SMD già montati: protegge da urti e umidità. Non cambia il LED, lo copre.
Noleggio, luoghi accessibili al pubblico
COB
I die montati direttamente sul circuito e annegati. Contrasto e robustezza alti; la riparazione del singolo pixel non esiste più.
Indoor a passo fine
IMD
Più pixel RGB in un solo contenitore (tipicamente quattro). Sta in mezzo fra SMD e COB.
Indoor fine, XR e broadcast
COG
Die su substrato di vetro invece che su circuito stampato. Passi molto stretti, costi e riparabilità difficili.
Applicazioni premium, ancora poco diffuse
MIP
Micro-LED preselezionati e poi incapsulati: prende la miniaturizzazione del micro-LED e la maneggevolezza dell'SMD.
Altissima definizione, visione ravvicinata

La tassonomia per esteso, con vantaggi e limiti di ognuna, sta in DIP, SMD, GOB, COB. Qui ci interessa una cosa sola: tutte e sei descrivono l'involucro. Nessuna dice quale semiconduttore c'è dentro, a che corrente lavora, né quanto è vicino al suo limite.

il chip: cos'è, per davvero

dentro un package RGB ci sono tre die di semiconduttore, uno per colore, e non sono fatti dello stesso materiale. Il verde e il blu sono InGaN (nitruro di gallio e indio), il rosso è AlInGaP. È il motivo per cui i tre colori si comportano in modo diverso a parità di corrente — ci torniamo fra poco, perché è la cosa più utile di tutta questa pagina.

Ogni die è collegato al contenitore da un filo di bonding: oro, oro-palladio, rame o alluminio. Costa poco e decide molto — è il punto che cede per primo ai cicli termici, cioè al riscaldarsi e raffreddarsi di ogni giorno. Un filo d'oro e uno di alluminio non si distinguono guardando lo schermo acceso: si distinguono al terzo inverno.

chi fa il die e chi fa il package spesso non sono la stessa azienda. È l'equivoco più comune quando si confrontano i marchi: alcuni nomi che si leggono nelle offerte producono wafer e die, altri li incapsulano, e solo pochissimi fanno entrambe le cose. Chiedere «montate il marchio X?» senza sapere in quale dei due ruoli, è una domanda che si può soddisfare in modi molto diversi fra loro — tutti formalmente veri.

perché due schermi «SMD P3.91» possono essere due prodotti diversi

Prendiamo due offerte con la stessa identica descrizione: SMD, passo 3,91, outdoor. Ecco cosa può esserci sotto, con i valori dei cataloghi dei costruttori.

1. i millicandela non significano niente senza la corrente

l'intensità di un LED si dichiara in mcd, e ogni costruttore la misura a una corrente di prova che sceglie lui. Non è una costante di settore: cambia da parte a parte dentro lo stesso costruttore. Un esempio reale dal nostro catalogo componenti: la stessa azienda misura il formato 1515 a 10/10/5 mA e il formato 2727 a 20/20/20 mA.

Mettere quei due numeri in colonna e dire «questo è più luminoso» è un confronto senza significato: il secondo è semplicemente stato misurato spingendo di più. Un mcd senza la sua corrente non è un dato, è una cifra.

2. quanto lavora rispetto al suo limite

Questa è la domanda che nessuno fa e che decide la durata. Ogni die ha una corrente massima assoluta; la domanda giusta non è «quanti mcd fa», è a che percentuale del suo limite li fa.

Rapporto prova / massimo
Come si legge
sotto il 60%
Il LED respira. Ha margine per l'estate, per il calo di resa negli anni, per una giornata di sole pieno.
fra il 60 e l'80%
Zona di progetto: si può fare, ma va accompagnata da dissipazione e gestione della luminosità.
sopra l'80%
Lavora vicino al limite tutti i giorni. La luce che si vede al collaudo è la stessa; quella che si vedrà fra tre anni no.
al 100%
Il dato di catalogo è già il tetto: non esiste margine, e non è un modo di lavorare.

Nel nostro catalogo interno la forbice è larghissima: ci sono package misurati intorno al 40-57% del proprio massimo — stessa luce dichiarata, metà dello sforzo — e altri la cui corrente di prova coincide esattamente con il massimo assoluto su verde e blu. Fanno gli stessi mcd. Non faranno gli stessi anni.

e su metà dei package questa colonna non si può nemmeno calcolare, perché il costruttore i massimi assoluti non li pubblica. Non è un dettaglio da specialisti: è la ragione per cui, quando valutiamo un fornitore nuovo, i massimi assoluti li chiediamo per iscritto prima di comprare. Un catalogo che pubblica la luce e tace il limite ha risposto alla domanda facile.

tre cose che il package non dice, e cambiano tutto

lo scan: la leva più grossa, e non è nel prezzo

Un pannello non accende tutte le righe insieme: le accende a gruppi, molto in fretta. Il rapporto si chiama scan — 1/8 vuol dire che ogni LED è acceso un ottavo del tempo. Sembra un dettaglio elettronico e invece è la leva che sposta di più la luminanza finale.

Dal catalogo di un costruttore, lo stesso formato di package allo stesso passo: la versione a 1/16 e quella a 1/8 non danno la stessa luce a parità di sforzo — la seconda arriva molto più in alto chiedendo meno corrente a ogni LED. Un preventivo che scrive «6.000 nit» senza scrivere lo scan non ha detto abbastanza per essere confrontato con un altro.

il nero costa luce, e si misura

I package si vendono anche per la finitura: «cinque lati neri», «nero», «tutto nero». Serve al contrasto, e funziona. Ma non è gratis. Sempre dal catalogo di un costruttore, stesso formato e stessa corrente di prova, il verde — che è il colore che detta il bianco — passa da 780 a 480 mcd fra la versione a cinque lati neri e quella tutta nera: circa il 38% in meno.

Non è un difetto: è un compromesso legittimo, e su una vetrina o una sala conferenze conviene. Diventa un problema solo quando si chiedono le due cose insieme — il pannello più nero e la stessa luminanza — e nessuno dice che si contendono.

la luce non segue la corrente

È la parte controintuitiva, ed è documentata dai costruttori stessi. In una nota applicativa pubblicata da Nichia, la curva misurata di una parte a chip blu dice:

Corrente
Luce, se fosse proporzionale
Luce misurata
10 mA
1,0 ×
1,0 ×
20 mA
2,0 ×
1,7 ×
50 mA
5,0 ×
3,3 ×

Il fenomeno si chiama droop e riguarda il blu e il verde; il rosso è lineare, lo dichiara lo stesso documento. Da qui discendono due conseguenze pratiche che valgono più di molte pagine di brochure:

  1. chi dimensiona a proporzione promette troppo. Per raddoppiare il verde non basta raddoppiare la corrente: ne serve circa il 26% in più del previsto. Chi ha fatto il conto lineare arriva sotto la luminanza promessa, e ci arriva con più corrente, più calore e meno anni di quelli che pensava. L'errore va sempre nella stessa direzione: fa sembrare lo schermo migliore di quello che sarà.
  2. alzare la corrente sposta il colore. Se il rosso cresce in proporzione e il verde no, il bianco vira. È esattamente il motivo per cui la luminosità di un ledwall si regola in PWM — accendendo e spegnendo velocissimamente a corrente costante — e non abbassando la corrente. Ed è il motivo per cui la frequenza di refresh e i bit di grigio del driver sono un parametro serio e non una riga di scheda tecnica.

le cinque domande, da fare a chiunque

Le lasciamo qui senza condizioni, perché servono anche — e soprattutto — se l'offerta che sta valutando non è la nostra. Sono le stesse che facciamo noi ai nostri fornitori.

  1. Quale package, con la sigla esatta. Non «SMD»: la sigla completa.
  2. Che filo di bonding. Oro, oro-palladio, rame o alluminio.
  3. A che corrente lavora, e qual è il massimo assoluto. Le due insieme, o la prima da sola non dice niente.
  4. Quale driver, e a che corrente è impostato. Con lo scan del pannello.
  5. Alimentatore: marca e serie, con rendimento e fattore di potenza al carico reale. La serie, non il marchio — la differenza fra due serie della stessa marca è più grande di quella fra due marche.

Se le risposte non arrivano, quella è già un'informazione: significa che chi propone l'impianto non sa cosa sta montando. Non è necessariamente disonestà — capita anche comprando in fabbrica, perché l'assemblatore monta ciò che il suo ufficio acquisti ha comprato, e non sempre lo conosce nel dettaglio. È la ragione per cui, sul primo lotto di un fornitore nuovo, quello che è stato dichiarato lo misuriamo: luminanza allo scan dichiarato, temperatura sotto carico, filo al microscopio, corrente del driver all'oscilloscopio.

lo scriviamo per un motivo pratico, non per vanto. Un fornitore che sa di essere verificato risponde in un altro modo: manda dati invece di aggettivi. E i dati sono l'unica cosa che, in un preventivo, si può confrontare con un altro preventivo.

e se guarda solo il prezzo

Allora probabilmente non siamo il fornitore giusto, ed è meglio dirlo prima che dopo. Non perché la fascia economica non esista — esiste, è a listino e la vendiamo — ma perché la vendiamo dicendo che cosa monta, quanto lavora e quanto durerà. Un cliente che sceglie la fascia bassa sapendolo ha comprato bene. Uno che crede di aver comprato la fascia alta al prezzo della bassa ha comprato un contenzioso, e lo scoprirà fra due estati.

Il resto della catena — driver, circuito stampato, cablaggi, alimentatore, e solo alla fine il passo — è in il passo è l'ultima cosa che si sceglie.

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