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⬢ per scenografi, art director e progettisti

dove il disegno
viene prima
del catalogo.

la maggior parte delle superfici LED si sceglie da un listino e si monta piatta contro un muro. quelle di cui parla questa pagina no: nascono da un disegno che esiste già — una curva, uno spigolo, un volume, un vincolo di tutela — e il nostro lavoro è renderlo costruibile senza che l'ingegneria si mangi l'idea.

non facciamo direzione artistica: quella resta dello studio. facciamo la parte che decide se un'idea resta in piedi cinque anni — geometria, termica, accesso alla manutenzione, reversibilità dell'ancoraggio e piano dei ricambi.

— le lavorazioni

sei cose che un ledwall standard non fa

01 geometria

curve continue, concave e convesse

Un raggio non è un accessorio del cabinet: è una scelta che si fa in fase di progetto, perché decide il passo minimo utilizzabile e il modo in cui i moduli si affacciano l’uno sull’altro. Sul concavo la luce di un modulo colpisce il vicino e alza il nero; sul convesso il rischio è la discontinuità sul giunto. Si risolve con cabinet a raggio fisso calcolato sul disegno, non con moduli flessibili tirati in opera — che è il modo in cui una curva diventa un’onda.

come si progetta una curva →
02 spigoli

angoli a 90° senza linea nera

L’angolo è il punto in cui si vede se lo schermo è stato disegnato o assemblato. Un giunto a 90° realizzato accostando due cabinet standard lascia una banda scura larga quanto due cornici; l’angolo invisibile richiede moduli con il bordo attivo fino allo spigolo e una mappatura del processore che tratti le due facce come una superficie sola. È la lavorazione che serve a pilastri, colonne, teste di scaffale e volumi sospesi.

03 cabinet su misura

sagome, tagli e volumi non rettangolari

Cerchi, archi, trapezi, superfici che seguono un profilo architettonico esistente. Il vincolo vero non è tagliare il cabinet — è mantenere l’accesso alla manutenzione e la coerenza cromatica fra moduli che nascono da lotti diversi. Per questo un pezzo sagomato si progetta insieme al piano dei ricambi: un modulo speciale che fra tre anni non esiste più trasforma una scenografia in un problema.

04 virtual production · XR

fondali per set broadcast e ripresa in camera

Qui il pubblico è un sensore, non un occhio, e le regole cambiano tutte. Servono refresh fino a 7.680 Hz per non avere bande in ripresa, sincronismo genlock col camera control, profondità di colore a 10 o 12 bit e una calibrazione condotta sullo spazio colore di destinazione — Rec.709 per il broadcast, DCI-P3 per il cinema. Sono i requisiti del nostro livello Diamond, e sono anche il motivo per cui su un set il processore conta quanto il pannello.

studi tv e virtual production →
05 museale · interattivo

allestimenti che reagiscono a chi entra

Sensori di presenza, trigger su protocollo DMX-512 e Art-Net, diffusione audio spazializzata, scene che cambiano al passaggio del visitatore o all’orario. La parte difficile di un allestimento interattivo non è farlo funzionare il giorno dell’inaugurazione: è farlo ripartire da solo ogni mattina per cinque anni, il che significa logiche di scena residenti sul controllore e non su un computer sotto una teca.

controllo DMX e Art-Net →
06 illusione ottica

naked-eye 3D e prospettive forzate

L’effetto anamorfico funziona per un punto di vista e per uno solo: si progetta a partire da dove starà chi guarda, non dallo schermo. Angolo di apertura, distanza del punto di fuga e geometria del giunto d’angolo sono il progetto; il contenuto viene dopo, ed è per questo che un naked-eye 3D montato su una parete disegnata per altro non convince mai.

come funziona il 3D senza occhiali →
— progetti faro

tre lavori dove il vincolo era il progetto

non i più grandi: i tre in cui la difficoltà stava nel rispettare qualcosa che c'era prima — un sito archeologico, una facciata monumentale in zona marina, l'identità cromatica di un marchio globale.

Illuminazione dei reperti negli Scavi Archeologici di Pompei
Pompei · sito UNESCO · 2024

Scavi Archeologici di Pompei

la sfida. In un sito UNESCO ogni intervento deve essere reversibile e nessun materiale archeologico può essere forato. E c’è un vincolo che sembra estetico ed è invece conservativo: la luce non deve alterare la percezione dei materiali storici, né in sala né in ripresa video.

la soluzione. Binario magnetico 48 V con faretti a ottica 8° per accenti puntuali senza dispersione, ancoraggi solo su punti strutturali non originali, e ogni corpo illuminante governabile singolarmente per costruire scene diverse per orari, eventi e manutenzione. In collaborazione con Leaf & Co.

resa cromatica
CRI 98 · TLCI 96 · R9 90
accento
ottica 8°, ~150 lux uniformi
vincolo
intervento integralmente reversibile
la scheda completa del progetto →
Ledwall verticale sulla facciata del Teatro Nazionale di Genova
Genova · facciata storica in zona marina · 2025

Teatro Nazionale di Genova

la sfida. Portare una superficie luminosa da 50 m² sulla facciata di un monumento cittadino, in una città di mare dove la salsedine consuma in pochi anni qualunque acciaio comune — e senza un solo intervento distruttivo sulle superfici storiche.

la soluzione. Ledwall verticale 5 × 10 m con passo scelto sulla distanza reale di chi attraversa la piazza, luminosità dimensionata per reggere il sole diretto, e una struttura interamente in acciaio inox AISI 304: profili, dadi nascosti dietro i pannelli, viti di fissaggio. Staffaggio reversibile ancorato ai punti strutturali del corpo edilizio.

superficie
50 m² verticali (5 × 10 m)
passo e luminosità
P10 · 6.000 nit · IP66
vita strutturale attesa
oltre 50 anni (AISI 304)
la scheda completa del progetto →
Illuminazione e ledwall integrato nella boutique Diesel di Parigi
Parigi · retail di lusso · 2024

Boutique Diesel — Parigi

la sfida. Una vetrina parigina compete con metri di distanza contro marchi storici, e un brand globale pretende che la stessa identità si legga identica a Tokyo, New York e Milano. Che significa: la luce di Parigi deve avere lo stesso colore di quella di Milano, misurato — non a occhio.

la soluzione. Cromia di tutti gli apparecchi calibrata in fase di progetto sui Pantone del brand, apparecchi LED RGB con controllo DMX-512 per cambiare atmosfera in tempo reale fra operatività diurna, presentazioni stampa ed eventi, e ledwall integrato coordinato con il sistema illuminotecnico. In collaborazione con Leaf & Co.

coerenza di brand
cromia allineata ai Pantone Diesel
controllo scene
DMX-512, cambio atmosfera in tempo reale
ripresa interna
refresh adeguato ai servizi fotografici
la scheda completa del progetto →
— co-progettazione

quando conviene chiamarci: prima

le decisioni che costano poco sul tavolo e moltissimo in cantiere sono sempre le stesse quattro, e si prendono tutte quando il disegno è ancora modificabile.

  1. il raggio, e il passo che ne consegue. una curva stretta esclude certi passi e certe ottiche: saperlo mentre il disegno è a schermo costa una telefonata, scoprirlo dopo costa il ridisegno della superficie.
  2. da dove si guarda. per un effetto anamorfico o un angolo invisibile il punto di vista È il progetto. si fissa prima, si verifica sul rilievo 3D del sito e non si ricontratta in opera.
  3. come ci si torna dietro. una superficie sagomata bellissima e non manutenibile è un problema differito di dodici mesi. l'accesso ai moduli si disegna insieme alla forma, non dopo.
  4. cosa si monta fra tre anni. ogni pezzo speciale nasce con il suo lotto di scorta abbinato cromaticamente: senza, la prima riparazione lascia una toppa più chiara al centro della scenografia. gli impegni di ricambio, per iscritto →

Domande frequenti

Le domande che arrivano da studi di architettura, scenografi e produzioni — con le risposte tecniche, non commerciali.

Realizzate ledwall curvi e angoli a 90° senza la linea nera sullo spigolo?
Sì, ed è una lavorazione di progetto, non un accessorio da ordinare. Le curve si realizzano con cabinet a raggio fisso calcolato sul disegno — non con moduli flessibili tirati in opera, che è il modo in cui una curva diventa un’onda visibile. L’angolo invisibile richiede moduli con il bordo attivo fino allo spigolo e una mappatura del processore che tratti le due facce come una superficie sola: senza quella, restano due schermi accostati con una banda scura in mezzo.
Che caratteristiche servono a un ledwall per virtual production e set XR?
Quattro, e nessuna è il pixel pitch. Refresh fino a 7.680 Hz per non avere bande orizzontali in ripresa; sincronismo genlock con il camera control, altrimenti la scansione della camera e quella del pannello battono l’una contro l’altra; profondità di colore a 10 o 12 bit, perché a 8 bit le sfumature scure diventano gradini; e una calibrazione condotta sullo spazio colore di destinazione — Rec.709 per il broadcast, DCI-P3 per il cinema, Rec.2020 dove la catena lo regge davvero. Sono le specifiche del livello Diamond.
Si può installare un ledwall su un edificio storico o vincolato?
Sì, ed è una parte importante di quello che facciamo: sul Teatro Nazionale di Genova abbiamo portato 50 m² verticali sulla facciata di un monumento cittadino con staffaggio integralmente reversibile, ancorato ai punti strutturali del corpo edilizio senza interventi distruttivi sulle superfici storiche. Negli Scavi di Pompei, per l’illuminazione dei reperti, il vincolo era ancora più stretto: nessuna foratura su materiale archeologico e reversibilità totale dell’intervento. Il progetto si costruisce insieme alla Soprintendenza, non dopo.
Fate allestimenti museali interattivi con sensori e audio?
Sì: sensori di presenza, trigger su protocollo DMX-512 e Art-Net, diffusione audio spazializzata, scene che cambiano al passaggio del visitatore o secondo l’orario. La parte che decide la riuscita non è l’inaugurazione — è il quinto anno: per questo le logiche di scena stanno sul controllore, residenti, e non su un computer nascosto sotto una teca che qualcuno dovrà riavviare ogni mattina.
Lavorate con scenografi, art director e studi di architettura in co-progettazione?
È il modo in cui questi lavori riescono. Entriamo in fase di disegno, quando le geometrie sono ancora modificabili: raggio delle curve, punto di vista di un effetto anamorfico, accesso alla manutenzione dietro una superficie sagomata e piano dei ricambi sono decisioni che costano poco sul tavolo e moltissimo in cantiere. Portiamo il rilievo 3D del sito, le misure fotometriche e i vincoli reali dei materiali; la direzione artistica resta dello studio.

ha un disegno che nessuno le vuole costruire?

ce lo mandi com'è — schizzo, render, pianta, anche una fotografia con sopra una linea. le diciamo se sta in piedi, cosa lo rende difficile e quanto costa la parte difficile. senza preventivo automatico e senza pre-vendita.